La Puglia è rinomata per tanti motivi, e tra questi le sue spiagge. Ed è difficile competere con spiagge come quelle di San Foca, Torre dell'Orso e Otranto. Non a caso sono cinque le località nel Salento Adriatico (cioè quella zona del Salento che si affaccia sul mare Adriatico) che vantano riconoscimenti come la Bandiera Blu (per pulizia e bellezza delle spiagge), e le vele della Legambiente.
Il Salento è ricco di bellezze e opportunità per rilassarsi e divertirsi. Le numerose spiagge e località costiere sono meta assidua di migliaia di turisti ogni estate. Se poi si aggiungono i castelli e gli altri luoghi storici disseminati tra un promontorio e una distesa di verde, il quadro non può che essere dei migliori.
Le spiagge del Salento (Adriatico e non solo) sono caratterizzate dalla presenza di torri, che in passato erano punti di avvistamento di chi veniva dal mare. Questo perché Otranto e tutti i territori limitrofi erano il punto di arrivo preferito di tanti popoli stranieri, vista la posizione protesa verso l'Oriente.
La maggior parte delle torri risale al XV e al XVI secolo; alcune si sono conservate molto bene, di altre, purtroppo sono rimasti solo dei resti. Le torri, attualmente, definiscono le numerose spiagge, permettendone una differenziazione e separazione. Il passaggio da territorio da difendere a meta turistica prediletta da tanti amanti del mare è stato breve.
Simbolo del gruppo di località costiere che si affacciano sull'Adriatico salentino è Otranto, piccola cittadina leccese dalla grande fama. Oltre ad essere uno dei borghi più belli, Otranto è la città più orientale d'Italia. É infatti conosciuta anche come “Porta d'Oriente”.
Punta Palascia è considerato il punto geograficamente più ad est di tutta la penisola italiana. Punta Palascia è dominata da un bianco faro, uno dei dieci fari tutelati addirittura dall'Unione Europea.
Una bella tradizione è quella di attendere l'alba di Capodanno ai piedi del faro. Essendo infatti il punto più orientale d'Italia, è qui che sorge per prima il sole e si può osservare la prima alba italiana dell'anno. Sono inoltre molti gli artisti famosi che decidono di suonare qui proprio in questa occasione.
Qui ad Otranto, nel 1480, sbarca la flotta dell'Impero Turco con l'obiettivo di muovere alla conquista della penisola italiana. Otranto ne uscirà quasi rasa al suolo. La cittadina sarà poi ricostruita grazie all'intervento della casata degli Aragona. Si tratta della famosa “Battaglia d'Otranto”.
Sono stati colpiti dalla devastazione turca i principali luoghi d'interesse, come il Castello, la Cattedrale e altre residenze storiche. Nella Cattedrale sono addirittura ancora conservati i teschi dei cittadini decapitati nel corso della sanguinosa battaglia che ha visto scontrarsi i turchi e il popolo stesso. I circa 800 cittadini morti in battaglia sono stati elevati al rango di Santi Martiri e patroni della cittadina leccese.
Ad Otranto le tradizioni sono molto rispettate e ancora vive. Ricca è ad esempio l'offerta dell'artigianato locale. I maestri artigiani possono contare sulla pietra leccese, roccia calcarea abbastanza malleabile, e sul giunco, per creare i cestini di vimini e altre opere. Le chiese di Otranto abbondano poi di mosaici, la maggior parte dei quali di epoca romana e bizantina.
Non manca il buon cibo. I sapori sono tipicamente leccesi, ad esempio il rustico, pasta sfoglia salata ripiena, il pesce azzurro, e tra i dolci i “pasticciotti” ripieni di crema pasticcera. Rinomati sono anche i vini e l'olio “Terra d'Otranto”.
Infine la musica. Ad Otranto e sulle spiagge, si balla al ritmo della “pizzica” o della “tarantolata”. Nella cultura popolare, il morso della tarantola provocava febbre molto alta, e l'unico rimedio era sudare, ballando sulle note di questa coinvolgente musica.
Parlando invece delle spiagge, Otranto è stata anch'essa premiata con la Bandiera Blu, e in particolare parliamo della marina di Porto Badisco. Ma altri bellissimi litorali sono a disposizione dei turisti. Si tratta della Baia dei Turchi, di Conca Specchiulla e di Frassanito, in prossimità dei Laghi Alimini.
I laghi sono due, e la loro acqua è quasi salata, vista la stretta vicinanza al mare. I due laghi, Alimini Grande e Alimini Piccolo, sono circondati dalle rocce e dal verde della fauna. Anche questa è un'oasi immersa nella natura, ricca di flora e fauna protetta.
Il Salento Adriatico costituisce la prima tappa del percorso in questa regione solare e bellissima. La natura e il mare hanno davvero tanto da offrire, e se l'inizio è questo, il viaggio si preannuncia più che promettente. Benvenuti nella terra del “sole, del mare e del vento”.
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Tour a Salento Adriatico
Salento Adriatico: cosa vedere
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1Castello Aragonese
Dal martedì alla domenica, orario invernale: 10–12:30, 15:30–19, orario estivo: 10–12, 16–24.
Ridotto per bambini dai 6 ai 14 anni, over 65 e gruppi: 1 €
Piazza Castello, Otranto (LE)
2Cattedrale di Santa Maria Annunziata
Piazza Basilica 1, Otranto (LE)
3Porto Badisco
Porto Badisco, frazione di Otranto (LE)
4San Foca
San Foca, frazione di Melendugno (LE)
5Torre dell'Orso
Torre dell'Orso, frazione di Melendugno (LE)
6Roca Vecchia
Roca Vecchia, frazione di Melendugno (LE)
7Santa Cesarea Terme
Museo degli Orologi delle Torri Civiche: la domenica dalle ore 09 alle ore 12, il mercoledì dalle ore 17:30 alle ore 18:30 e il venerdì dalle ore 17:30 alle ore 18:30.
Santa Cesarea Terme (LE)
8Castro
Castro (LE)
9Marina di Andrano
Marina di Andrano, frazione di Andrano (LE)
10Torre Sant'Andrea
Torre Sant'Andrea, frazione di Melendugno (LE)
11Laghi Alimini
Il bacino di Alimini Grande è circondato quasi completamente da una fascia rocciosa, riccamente ricoperta da folte pinete e macchia mediterranea. Il tratto settentrionale, chiamato Palude Traguano, è pressoché basso e sabbioso; qui sono presenti numerose sorgenti, fra cui la principale chiamata Zudrea che alimenta il lago insieme al mare. La percentuale di salinità del lago è quasi dello stesso valore di quella del mare, perché appunto, il mare confluisce in esso. I fondali del lago sono ricchi di molluschi e una gran parte del fondale è ricco di Ruppia maritima.
Alimini Piccolo è generato da numerose sorgenti di acqua dolce, ed è chiamato anche Fontanelle. Si estende in lunghezza per circa 2 km e la profondità non supera il metro e mezzo. Il lago, che ha sponde basse e pianeggianti, viene alimentato dalla falda freatica del canale Rio Grande che a sua volta è generato dalle numerose sorgenti presenti presso la vicina Serra di Montevergine. Le acque del lago sono quasi sempre dolci, ma durante la stagione estiva, con il fenomeno di evaporazione delle acque, il lago tende a diventare salino.
La vegetazione intorno ai due bacini d'acqua è ricchissima e si possono ammirare varie specie di piante fra cui la rarissima orchidea di palude (Anacamptis palustris), la castagna d’acqua (Trapa natans), una specie in via di estinzione in Italia, formata da grossi frutti della stessa sembianza della castagna, e l'erba vescica (Utricularia vulgaris), una pianta carnivora, dotata di minuscoli pettini che, appena sono toccati da insetti, aprono delle vesciche che aspirano al proprio interno le prede.
I laghi sono inoltre habitat importante per numerosi animali fra i quali folaghe e moriglioni.
Molto ricca l'avifauna della riserva costituita da specie migratorie come la cicogna bianca, il fenicottero, dalle gru e dalle oche selvatiche e da alcuni gruppi di cigni. Altri uccelli acquatici sono il germano reale, lo svasso, la marzaiola, la folaga, la spatola, la gallinella d'acqua e il cavaliere d'Italia. Presenti anche specie di rapaci quali le albanelle ed i falchi di palude, i gheppi, i nibbi, i falconi pellegrini, le poiane e le aquile imperiali e le aquile del Bonelli. Presenti anche rapaci notturni quali il gufo reale, il gufo comune, l'allocco, la civetta e il barbagianniNei boschi che circondano i laghi è possibile trovare un'avifauna altrettanto ricca costituita da fringuelli, tordi, storni, merli, scriccioli, usignoli e picchi. Comuni anche il fagiano e la quaglia. I laghi permettono la vita anche di numerosi rettili quale la testuggine d'acqua e di terra, bisce d'acqua, del cervone, della vipera comune e del colubro leopardino. Molto comuni sono i rospi, che spesso raggiungono notevoli dimensioni grazie alla generosa quantità di cibo, le rane, le salamandre e il tritone italico.
I mammiferi più comuni sono quelli più tipici del bioma mediterraneo quali i roditori come gli scoiattoli, i topi campestri, i ghiri, i moscardini, i conigli selvatici ed il topo quercino. Altro roditore abbastanza comune è la grossa istrice.
Molto comuni sono anche i tassi, le donnole, le faine, le puzzole, i ricci, i furetti e i grossi cinghiali. Più difficili da vedere sono i furtivi e aggressivi gatti selvatici e i timorosi gruppi di daini. Costituiscono uno dei luoghi naturali più pregiati del Salento, con un ecosistema che ospita varie specie animali e vegetali e costituiscono una "Zona di Protezione Speciale" (ZPS), proposta come Sito di Importanza Comunitaria europeo (pSIC).
Tra i maggiori luoghi di pregio dell'oasi dei laghi Alimini, è da segnalare sulla costa la baia dei Turchi. Selvaggia ed incontaminata, e raggiungibile solo a piedi, è il luogo dove, secondo la leggenda, sarebbero sbarcati i guerrieri turchi nell'ambito della battaglia di Otranto del XV secolo.
Come arrivare a Salento Adriatico da Brindisi
In treno
In bus
In auto
Dove mangiare a Salento Adriatico
White Restaurant Oltre i Sensi
Via Rinascimento 10 - San Foca, Melendugno (LE) · (+39) 0832 881012
Primo
Via delle Torri, 3 – 9, Otranto (LE) · (+39) 377 2837966
Consigli
Per quel che riguarda gli stabilimenti balneari si ha solo l'imbarazzo della scelta. La maggior parte di essi sono attrezzati con parcheggio, lettini e ombrelloni, bar e villaggi turistici. Il Salento è un'occasione da vivere in pieno, e le possibilità per farlo non mancano di certo.
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